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martedì 8 marzo 2011

Ba'al Hammon

(?COLLEGAMENTO A BELZEBU')


Baal Ammone, Ba'al Hammon o Baal Hammon, soprannominato anche il "Saturno africano", era il dio supremo della colonia fenicia di Cartagineed è generalmente identificato, dagli studiosi moderni, sia con il dio semitico del nord-ovest El, sia con Dagon, mentre nella mitologia greca è assimilato a Crono e in quella romana a Saturno.

Nei templi di Cartagine, i tofet, consacrati a Baal, vi era normalmente una statua del dio con le braccia distese in avanti con le mani tese a indicare il punto dove le vittime sacrificali dovevano essere bruciate. Nonostante i suoi attributi magniloquenti, Baal-Ammon (parte della triade cartaginese conTanit, sua paredra, ed Eshmun) non fu sempre la divinità più importante di Cartagine; intorno al VI secolo a.C. iniziò a prendere spazio e maggiore popolarità il culto di Tanit, dea della Luna, delle messi e della buona fortuna. E fu nel tempio di Esmun - non di Baal Ammon - che i difensori di Cartagine si ritirarono a combattere gli ultimi giorni della città che cadeva sotto i colpi dei romani di Scipione alla fine della terza e conclusiva delleguerre puniche. Comunque, generalmente Baal Ammone rappresenta il carattere centrale (Enoteismo) della religione cartaginese.

Il significato della parola Ammone o Amon non è chiaro. Nel XVI secolo, quando Ernest Renan fece degli scavi nelle rovine di Hammon, la moderna Umm al-‘Awāmid, situata fra Tiro e Acre, trovò due iscizioni fenicie dedicate ad El-Amon. Mentre El era di solito identificato con Crono e Ba'al, Ammone era pure assimilato a Crono, e sembra plausibile che fossero la stessa divinità. Piu volte è stata avanzata l'ipotesi della connessione del nome con la parola fenicia e ebraica "braciere". Frank Moore Cross propone anche una connessione fra il nome 'Khamōn' in lingua ugaritica e il nomeaccadico del monte Amanus, il grande rilievo che separa la Siria dalla Cilicia, basando tale supposizione sulla descrizione ugaritica di El come uno dei monti Haman. Di contro, Yigdal Ydin lo vede come un dio lunare. Edward Lipinski lo identifica con il dio Dagon nel suo Dictionnaire de la civilisation phenicienne et punique [1][2]. Le iscrizioni riguardo alle divinità puniche tendono ad essere comunque poco accurate.

Le fonti classiche riportano come i Cartaginesi bruciassero i loro bambini come offerta a Ba'al Ammone[3]. Questa pratica di sacrificare i figli si inserisce bene nella tradizione greca di Crono. A Cartagine e in Nord Africa Ba'al Ammone è associato anche all'ariete ed è venerato come Ba'al Qarnayn ("Il dio dalle due corna") in un santuario all'aperto a Jebel Bu Kornein ("la collina dalle due corna"), che si affaccia sulla baia di Cartagine.

La controparte femminile di Ba'al Ammone è Tanit. Probabilmente non fu mai identificato con Ba'al Melqart, anche se si può trovare questa corrispondenza in alcuni studiosi più antichi.File:Masque baal MN Carthage-retouche.png

Baal

(?COLLEGAMENTO A BELZEBU')


Baal è una divinità della mitologia fenicia, figura centrale della religiosità dell'antica Ugarit. Per i Cananei dell'Antico Testamento il nome era sinonimo di dio, e solamente intorno al XIV secolo a.C. passò a indicare il maggiore degli dèi e il signore dell'universo.

Secondo il mito la sua residenza era il monte Casio, antico Sapanu, ed era il tradizionale dio semitico della tempesta, a cui corrispondevano anche il controllo della fertilità e della fecondità. Nella mitologia greca Baal veniva associato al nome di Kronos, poi Saturno dai Romani.


Nei testi di Ras Shamra

In questi testi Baal viene chiamato padre degli anni e dell'uomo, ed è considerato progenitore degli Dei. La sua dimora viene collocata sul Monte del Nord. Questo monte venne identificato nel monte Cassius, oggi denominato el-Akra, il monte è geograficamente collocato a nord di Ras Shamra. Il monte condivide con altri monti la definizione di l'ombelico della terra. Si è ipotizzato che la scelta di questo monte, come sede del Dio Baal, derivi dal fatto che questo monte è la montagna più alta della Siria. Il monte è anche considerato il luogo di incontro delle acque del firmamento superiore con le acque del firmamento inferiore. Questa caratteristica venne poi ripresa dagli Ebrei per il loro paradiso terrestre, infatti esso era delimitato e bagnato dai fiumi Pihon e Gihon. Molte altri località sono state dichiarate sede del Dio Baal, tra le più conosciute possiamo citare: Sheizar e Sapan, in quest'ultima località Baal si fermò dopo la vittoriosa battaglia con molti morti Mot.


Divinità chiamate Ba‘al o Ba‘alat

Aleyan-Baal, divinità di Ugarit, dio della vegetazione e delle tempeste, conosciuto anche con l'appellativo di signore dei solchi. Sposo di Anat. A volte paragonato al dio Marduk o al dioEl. Disponeva di un tempio sul Monte Carmelo. Venne ucciso da Mot.

Poiché più di un dio portava il titolo di "Ba‘al" e più di una dea quello di "Ba‘alat" o "Ba‘alah", solo il contesto di uno scritto o iscrizione può indicare con esattezza di quale "Signore" Ba‘al, o "Signora" Ba‘alat, si parli. Sebbene sia assai probabile che il dio Hadad (o Adad) fosse chiamato Ba‘al, Hadad era lungi dall'essere l'unico dio con quel titolo.

I testi in lingua ugaritica (soprattutto quelli preservati nel Ciclo di Baal) pongono la dimora di Ba‘al/Hadad sul Monte Zaphon, facendo così pensare che i riferimenti a Ba‘al Zephoncontenuti nei testi sacri ebraici del Tanakh indichino Hadad. Si afferma perciò che il Ba‘al Pe‘or, ovvero il Signore del Monte Pe‘or, che gli Israeliti non potevano venerare (Numeri 1 – 25), fosse anch'egli un riferimento a Hadad. Nel pantheon dei Cananei, Hadad era figlio di El, che era stato un tempo il dio principale del loro culto, ed il cui nome veniva utilizzato per indicareYahweh.

Melqart, il dio di Tiro, veniva spesso appellato il Ba‘al di Tiro. Il Libro dei Re (16:31) narra che Acab, re d'Israele, sposò Gezabele, figlia di Ithobaal I, re di Sidone, il quale veneravahabba‘al ('il Ba‘al'), dove ha - come negli idiomi semitici settentrionali - funge da articolo determinativo. Il culto di questo dio fu molto diffuso in Israele fino al regno di Jehu che vi pose fine:

« E loro portarono fuori i pilastri ( massebah ) della casa di Ba‘al e li bruciarono. E distrussero i pilastri ( massebah ) di Ba‘al e abbatterono la casa di Ba‘al e la trasformarono in una latrina fino ad oggi. »

Non è chiaro se Ba‘al sia riferito a Melqart, da Hadad, che era venerato a Tiro o a Ba'al Shamîm 'Signore del Cielo' che era anch'esso venerato a Tiro e spesso distinto da Hadad. Flavio Giuseppe (Antiquities 8.13.1) dice chiaramente che Jezebel "costruì un tempio per il dio degli abitanti di Tiro, che loro chiamavano Belus", riferendosi certamente a Melqart. Ma Flavio Giuseppe potrebbe rifarsi ad alcune voci piuttosto che a fatti comprovati. Hadad è generalmente un dio della pioggia ma Melqart non ha nessuna connessione con la pioggia. Tuttavia si conosce così poco del culto di Melqart che tale informazione non è certa.

In ogni caso Re Ahab incoraggiava il culto di Ba'al, rimanendo allo stesso tempo un seguace di Yahweh. Ahab continuò a consultare i profeti di Yahweh e chiese la sua protezione quando dette il nome ai suoi figli, chiamandoli Ahaziah che significa "Yahweh protegge" e Jehoram ("Yahweh è grande").


Cartagine



Stele di Baal XIV - XII secolo a.C.ritrovata a Ras Sharma (anticaUgarit), oggi al Museo del Louvre diParigi.

Ba'al Ammone era il dio supremo dei Cartaginesi ed è generalmente identificato, dagli studiosi moderni, sia con il dio semitico del nord-ovestEl sia con Dagon, mentre nella mitologia greca è assimilato a Crono e in quella romana a Saturno. Nonostante i suoi attributi magniloquenti, Baal-Ammon (parte della triade cartaginese con Tanit ed Eshmun) non era la divinità più importante di Cartagine; intorno al VI secolo a.C. iniziò a prendere spazio e maggiore popolarità il culto di Tanit, dea della Luna, delle messi e della buona fortuna.


Egitto

Il culto di Baal giunse anche in Egitto e venne accostato agli Dei venerati a Menphi con il nome di Baal-Tsefon. Si trova citato, infatti, nell'Antico Testamento e precisamente nel Pentateuco.


Capo degli Dei, non creatore

Ad Ugarit Baal era a capo degli Dei e perciò una figura centrale nel pantheon di questa città. Gli venivano tributati particolari onori come Dioperché garantiva ed apportava la pioggia e la fertilità, ma non è mai stato venerato come creatore di tutte le cose, o come generatore di vita.

Nei miti ugaritici non vi è alcuna cosmologia che abbia somiglianza con quella ebraica, non si riscontrano riferimenti alle origini del loro pantheon, non vi sono racconti sulla nascita dell'universo.


Nella cultura araba preislamica [modifica]

In periodo pre-islamico la divinità urbana di Hubal a Mecca era probabilmente nient'altro che la resa in lingua araba higiazena del semitico settentrionale Ha-Ba'al, col medesimo significato de "il dio" per eccellenza.


Analogie

Paolo Xella nota un particolare interessante sul mito di Baal.
Il mito del dio Baal che muore e resuscita avviene in ambiente Siro-Palestinese, che anni più tardi vedrà la nascita del Cristianesimo. Questo evento può esser l'antecedente per analogia della morte e resurrezione di Gesù. L'aspetto del Dio morente, concetto sviluppato da James Frazer e caduto in disuso, accomuna diversi miti dell'antichità, tra questi il mito di: Osiride, Dioniso.


Curiosità [modifica]

Nel 2001 l'Autorità Nazionale Palestinese ha emesso un francobollo raffigurante il Dio Baal.


Bibliografia

  • Paolo Xella, La religione della Siria antica, in (a cura di G. Filoramo), "Storia delle religioni. Le religioni antiche", Roma-Bari Laterza, 1997. ISBN 978-88-420-5205-0
  • Sabatino Moscati, Gli adoratori di Moloch, Milano, Jaka Book, 1991
  • Paolo Xella, Gli antenati di dio. Divinità e miti della tradizione di Canaan, Verona, Essedue Edizioni, 1983
  • Paolo Xella, La terra di Baal, Curcio, Milano 1984
  • Paolo Xella, I testi rituali di Ugarit, Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1981

Moloch

Moloch (o Molech o Molekh o Molok o Mal'akh o Melqart in ebraico מלך mlk) è sia il nome di un dio, sia il nome di un particolare tipo di sacrificio storicamente associato al fuoco. Moloch è stato storicamente associato con culture di tutto il Medio Oriente, tra cui gli Ebrei, gli Egizi, i Cananei, i Fenici e culture correlate nell'Africa settentrionale e nel Vicino Oriente.

Oggi il termine "Moloch" viene usato in senso figurato per designare un'organizzazione o una persona che domanda o richiede un sacrificio assai costoso.


Moloch presso i Cananei

Ritenuto dai cananei un dio, la cui sede del culto era Geenna, al quale tributavano sacrifici umani di bambini i quali dopo essere stati sgozzati erano bruciati in olocausto[1] in un fuoco tenuto costantemente acceso in suo onore, col tempo Molok divenne il nome del rituale durante il quale venivano sì bruciati dei bambini (forse i figli primogeniti) ma in modo da trasformarli in una specie di divinità protettrici della famiglia cui appartenevano.


[modifica]Moloch presso i Fenici

Moloch è stato usato come termine per un rituale fenicio i cui dettagli ci sono poco conosciuti anche perché le maggior parte delle testimonianze relative al popolo fenicio ci sono giunte per vie traverse, spesso attraverso popoli che li consideravano loro nemici.


Moloch nella Bibbia

La Bibbia, nell'Antico Testamento (2 Re 23:10; Geremia 7:31), cita alcune volte un certo dio Moloch venerato dai cananei al quale venivano offerti dei bambini in sacrificio (la Bibbia dice "passati per il fuoco"). Sempre la Bibbia indica col nome di tofet il luogo dove avvenivano questi sacrifici. In particolare si trovano riferimenti a Moloch nel Levitico dove Dio comanda di mettere a morte coloro che gli offrono i figli in sacrificio (Levitico 20:2-5) sottolineando l'astio che ancora regnava tra il Creatore e il capo dei Vigilanti. Altre citazioni sono presenti nel Secondo Libro dei Re.

È a lui, sotto il nome di Milcom, che Salomone in vecchiaia, in una sua transitoria fase politeistica, avrebbe reso culto: 1Re11,5

« Salomone seguì Astarte, divinità dei Sidoni, e Milcom, l'abominevole divinità degli Ammoniti »
(Nuova Riveduta)

È inoltre possibile che i Greci siano stati influenzati in qualche modo dalla figura di Moloch come dio nella creazione del dio Kronos (poi Saturno presso i romani), divoratore dei suoi figli e padre di Zeus.

Nel medioevo, nei posti e nei periodi in cui l'antisemitismo era più forte, gli ebrei furono spesso accusati di rapire bambini cristiani per bruciarli vivi in rituali in qualche modo legati alla venerazione di Moloch.


[modifica]Moloch nel libro di Enoch

Fonti tra le quali il libro di Enoch e i manoscritti non biblici di Qumran narrano di Moloch, o meglio Molok, come il massimo rappresentate di una razza di angeli decaduti, meglio noti come Vigilanti, i quali scelsero di scendere sulla terra sotto sembianze umane per studiare e amare gli altri figli di Dio (gli esseri umani) andando poi incontro alla sua punizione, inflitta segregando il loro capo, per l'appunto Molok, nelle profondità di un deserto sconosciuto e condannando tutti coloro che lo seguirono a vivere per sempre sulla terra, senza gloria e senza nome. Tutto ciò non prima di aver avuto la possibilità di istruire l'umanità sulle scienze, causa ciò del salto culturale fatto nell'età del bronzo, e nell'aver generato una discendenza chiamata Nefilim. In questi ambiti, Moloch è simile all'angelo caduto Shemhazai, anch'esso un angelo mandato per sorvegliare l'umanità, ma che poi ha creato con le donne umane i Nephilim e ha dato al mondo conoscenze nuove e proibite.


Corrispondenze

Moloch è il nome della variante usata a Cartagine per definire il dio Baal.