venerdì 25 marzo 2011

VOLTERRA: CAPITALE DEI VAMPIRI?



Volterra è un paese in provincia di Pisa con 11.000 abitanti circa dove si dice ci siano forme di vita vampire. Proprio per questo a Volterra è stato girata la saga del film "Twilight"
Si narrano un sacco di leggende sulla citta' di Volterra,si dice fosse stata casa di vampiri in un tempo lontano.
I vampiri avrebbero condizionato per anni gli abitanti di Volterra: i vampiri erano in grado di ipnotizzare la vittima per poi morderla. I nostri antenati credevano molto in questo, perciò cercarono di utilizzare tecniche come infilzare una pietra nel corpo del presunto "Vampiro".
I vampiri girano di notte in quanto detestano la luce. Si possono mutare in pipistrelli o lupi.
Una specie di vampiro era anche l'aluka con caratteristiche diverse ma sempre in grado di succhiare il sangue. Il "cuore" dei Vampiri si dice sia vicolo dei Mazzoni dove a prevalere sono archi e decrepiti che terrorizzano il turista



Le descrizioni di Volterra, offerte dalla letteratura di tutti i tempi ci mostrano una città posta su un'altura, circondata da mura, dominante un vasto e immenso territorio: e infatti da qualunque parte ci si avvicini alla città, il profilo di Volterra, adagiata su un contrafforte collinare del periodo Pliocenico, a m. 541 s.l.m. domina il territorio circostante delimitato dal massiccio del Montevaso, dai cordoni dei Cornocchi e delle Colline Metallifere.
La posizione privilegiata del colle, posto alla confluenza dellaval di Cecina e della val d'Era, la naturale defendibilità del luogo nonché le caratteristiche ambientali e le risorse minerarie presenti nel territorio, favoriscono fin dal periodo Neolitico i primi insediamenti umani, sicuramente documentati dai copiosi reperti litici rinvenuti sul contrafforte volterrano e in particolare nella zona di Montebradoni.




Il periodo etrusco

Ma si deve agli Etruschi nel secolo VII, se concludendo il processo di aggregazione tra i vari insediamenti del colle volterrano, essi danno vita alla città di Velathri costruendo nel IV sec. la grande cinta muraria il cui perimetro, di oltre sette chilometri lascia supporre che insieme all'habitat racchiudesse anche terreni a pascolo e a coltivazione, capaci di assicurare alimenti in caso di prolungati assedi. Infatti, Volterra, divenne una delle dodici lucomonie che formarono la nazione etrusca, con un territorio che si estendeva dal fiume Pesa al mar Tirreno e dall'Arno al bacino del fiume Cornia; inoltre, nel VI sec., divenne la più importante base strategica della valle inferiore dell'Arno sia per la spinta romana dal sud, sia per l'invasione gallica dal nord. 

Il periodo romano

Agli inizi del III sec., lo scontro decisivo del lago Vadimone (283 a. C.) segnò la definitiva rinuncia dei popoli dell'Etruria alla lotta contro Roma: Volterra sottomessasi ai Romani verso il 260, entrò a far parte, insieme ad altre città, della confederazione italica. Da un noto passo di Livio relativo agli approvvigionamenti che l'esercito di Scipione ricevette da alcune città etrusche, durante la seconda guerra punica nel 205 a. C., sappiamo che Volterra contribuì con legnami per le navi e principalmente con frumento, prodotto che presuppone una fondamentale attività agricola di tipo estensivo. Nel 90 a . C. con la Lex Julia de Civitate, Volterra ottenne la cittadinanza romana, fu iscritta alla tribù Sabatina e costituì un florido municipio i cui supremi magistrati elettivi ordinari e straordinari si trovano menzionati in varie iscrizioni. Scoppiata la guerra civile, Volterra seguì le sorti del partito di Mario; la città sostenne per due anni (82 - 80) un lungo assedio contro Silla, finché, stremata, dovette arrendersi. 

Le conseguenze della sconfitta furono gravi, ma non irreparabili: grazie sia all'azione moderatrice di Cicerone sia al grande potere economico e ai rapporti con personalità di spicco della vita politica romana di alcune delle maggiori famiglie volterrane che riuscirono a superare i torbidi, conseguenti all'assedio e alle rappresaglie sillane (81 - 79 a.C. ); tra queste soprattutto i Caecinae che sono in posizione spesso di prestigio, come A. Caecinae Severus, consul suffectusnell'anno I a. C., al quale si deve la dedica del teatro romano di Vallebona.
Con l'ordinamento territoriale augusteo, Volterra costituì uno dei municipi della VII ragione, l'Etruria e, nel V sec., alle prime invasioni barbariche la città strutturatasi in forme castrensi, era già sede vescovile a capo di una diocesi che ricalcava i confini del municipium romano e della lucomonia etrusca e costituiva una delle circoscrizioni ecclesiastiche più importanti della Tuscia Annonaria. 

 
vista aerea del teatro romano: si notano la cavea, la scena e, sullo sfondo, i resti del complesso termale

Nessun commento:

Posta un commento